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venerdì 15 marzo 2013

RICORSO SAPPE STRAORDINARIO


COMUNICATO URGENTE
PER TUTTI I PARTECIPANTI AL RICORSO DEL 1999 PER IL COMPUTO DELLE DUE ORE DI STRAORDINARIO OBBLIGATORIO (PREFETTURA) NELLA RETRIBUZIONE, NELL’INDENNITA’ DI BUONUSCITA E NELLA PENSIONE

Ci è pervenuta comunicazione da parte dello Studio Legale dell’Avv. Riccardo Gozzi [attualmente in Roma, Via Valadier n. 36 –tel. 063723397 – fax 06.3724541 – e-mail: avv.gozzi@libero.it] che il Presidente del T.A.R. del Lazio, Sezione Prima, con Decreto n. 21890 del 16 novembre 2012 ha pronunciato la perenzione del ricorso n. 10798/1999 a suo tempo proposto dall’avvocato Gozzi nell’interesse degli appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria risultanti dall’elenco allegato (v. link elenco) per ottenere la rideterminazione del trattamento economico, dell’indennità di buonuscita e della pensione tramite il computo delle 2 ore di servizio straordinario obbligatorio (la c.d. “prefettura”).
 
L’avvocato segnala che il suddetto provvedimento di perenzione deriva dal fatto che, con l’entrata in vigore del nuovo Codice del Processo Amministrativo, le parti che avevano proposto un ricorso al T.A.R. oltre cinque anni prima avrebbero avuto l’onere di chiedere la fissazione dell’udienza per la discussione del ricorso tramite il deposito di un’istanza sottoscritta dalla parte ricorrente di persona (non essendo sufficienti le istanze a firma del solo difensore). Comunque, la suddetta pronuncia di perenzione sul ricorso non costituisce una decisione di merito bensì un provvedimento estintivo del giudizio, che incide soltanto sul rapporto processuale tra le parti in causa. Tanto che, se la parte ha interesse a che il proprio ricorso venga deciso nel merito, può (ed ha l’onere di) notificare e depositare un atto con cui dichiara di avere ancora interesse alla trattazione della causa entro il termine di 180 giorni dalla comunicazione del decreto in questione. Ciò obbliga il T.A.R. a pronunciarsi sul merito della vicenda.
 
Nel caso di specie, anche sulla base di un abbastanza recente precedente giurisprudenziale, l’esito del ricorso potrebbe essere favorevole. Infatti, molti nostri iscritti andati in quiescenza hanno recentemente ottenuto pronunce favorevoli per l’esecuzione della sentenza di accoglimento del ricorso.
 
Peraltro, l’emissione di una sentenza da parte del T.A.R. (al contrario del decreto di perenzione in questione) consentirebbe agli interessati anche di proporre, con buoni margini di successo, un’azione risarcitoria per l’eccessiva durata del processo, ai sensi della c.d. Legge Pinto.
 
Alla luce di ciò, ciascuno dei partecipanti al ricorso risultante dall’elenco allegato (v. link elenco) potrà scaricare l’Istanza necessaria per far si che il decreto di perenzione venga revocato e la causa venga reiscritta sul ruolo del T.A.R. (v. link istanza).
 
La stessa dovrà essere compilata in ogni sua parte e sottoscritta, in duplice originale, ed andrà spedita al più presto al’Avv. Riccardo Gozzi tramite posta (raccomandata o posta prioritaria). Assolutamente non tramite fax o via e-mail.
 
Coloro i quali siano interessati dovranno versare all’avvocato, quale contributo alle spese, la modesta somma di € 10,00 (dieci euro) tramite vaglia postale al suo indirizzo di Roma – Via Valadier n. 36 (CAP 00193).